The importance of being Mac

Sarò breve. Passerò oltre l’orribile scena di un Apple Store preso d’assalto da turbe di bimbiminkia in fase compulsiva da social network, che non lasciano neanche una macchina disponibile per le tue prove. Non accennerò alla pietosa competenza dei concierge (idea svago per il sabato pomeriggio: provate a chiedere alla rossa riccetta di Roma Est cos’è un LED; portatevi i popcorn) né al fatto che per farmi dare una briciola d’attenzione ho dovuto urlare “ho qui mille euro da spendere, chi mi aiuta?”. No. Vi dirò semplicemente quel che penso dell’ultima versione policarbonato del MacBook white: orribile.

Punto primo. Lo chassis. Ho capito, è unibody. Ma è pur sempre il vecchio policarbonato di cui hai stoccato quantità sufficienti a soddisfare le richieste dei prossimi centomila anni. Quella plastichina che puzza di low cost da lontano un miglio (non importa se ci metti la mela luminosa sopra: è comunque ‘no schifìo) e che ha la paranormale proprietà di attirare graffi come se piovesse. L’esemplare in esposizione aveva, secondo la commessa (sì, la rossa riccia: già l’amo), nemmeno due giorni di vita. Era già ridotto come nemmeno l’HP da cui vi scrivo, che di anni ne ha due e ha vissuto situazioni incresciose. Orribile. Peraltro, la zona che accoglierà i vostri polsi ingiallirà. Come tutti i MacBook bianchi mai prodotti. Arrendetevi all’evidenza, ce l’ha scritto in faccia, che ingiallirà.

Punto secondo. Lo schermo. Appena la masnada di adolescenti mi lascia libero un esemplare, mi avvicino. Angolo di visuale visibilmente sotto la media cui ci ha abituati Apple. Faccio per alzare la luminosità dello schermo, vedendolo un po’ spento. Sorpresa! Quella è la massima luminosità. E quei neri smorti lì? E quei rossi rosati? E quei blu sul celestino? My God, quel che dicevano su Ars Technica è vero: il gamut dei colori è inferiore del 60% rispetto agli schermi LED della linea Pro. Non mi fido, adotto il sacrosanto metodo scientifico e chiedo che mi vengano mostrati fianco a fianco. Ebbene, la riprova del nove mi dà la certezza che mancava: MacBook Pro – MacBook 2-0. Con lo sconto Educational (ahah) potrò accaparrarmi il MBP a €150 in più del corrispettivo MB. Ne vale la pena, fidatevi.

Venerdì prossimo, menando vanto della busta paga, andrò a comprarlo. Potrei risparmiavi le pietose foto dell’unboxing… ma, pensandoci bene, perché risparmiarvele?