The Guazza Chronicles
Te lo ricordi, nino, quando nei locali potevi ancora fumare? Quando quel ‘potere’ diventava ‘dovere’, e tutti gli avventori si affrettavano a far fuori tutte e venti le sigarette del pacchetto, quasi presagissero, già in quel lontano 2003, che presto tutto ciò sarebbe stato proibito? Te lo ricordi, ninetto, quando la cena offerta alle band consisteva in una paiolata di orrendi spaghetti ricoperti di sugo di dubbia provenienza (ma che ti veniva spacciato per sugo di cacciagione altamente prelibato) che sembrava scortese rifiutare, a costo di morir tra gli atroci dolori di stomaco?
So che te lo ricordi, ed era il Guazza. Ed è ancora il Guazza, per certi versi. Non foss’altro per l’età media dei frequentatori, che ormai non raggiunge la soglia dei diciott’anni. E non fosse altro per il livello di pazzia, giunto a livelli incontrollabili. Ma andiamo con ordine.
Le band. Il programma prevedeva l’esibizione di tre gruppi. Due su tre non contavano, essendo poco meno che bambini; il terzo naturalmente consisteva nei Dick Lauren is Dead, per i quali rivendico la mia mancanza di oggettività. Tra quelli che non contavano si distinguono, almeno, i Croon; menzione speciale dovuta a nient’altro che la loro sovrannaturale capacità di avere mediamente diciott’anni e non sembrare le brutte copie (e ce ne vuole) dei Marlene Kuntz. Ci pensate a quanti danni han fatto Afterhours e Marlene Kuntz, donando a qualsiasi idiota l’illusione di poter suonare senza saper suonare? Sono l’equivalente del nuovo millennio della follia menefreghista e sticazzicratica dei Nirvana.
Qual è il problema, direte voi? Ve l’ho accennato: la pazzia. Il Guazza, facendo parte dell’entroterra sanvitese, è infestato dalle medesime presenze al di là della sanità mentale che potete comodamente rivenire tra Cave e i suoi dintorni. Tra questi immarcescibili gentiluomini spiccava P., vecchia conoscenza di qualsiasi musicista abbia avuto l’imbarazzo di suonare da quelle parti. La peculiare abilità di P., la sola che possa salvarlo da un impietoso confronto coi primati antropoidi, è la capacità di massacrare la pazienza delle band rubando il microfono ai cantanti e lasciandosi andare ad improperi abilmente mascherati da growl. Nel senso che: comincia la serata. Prima band. Metà strofa la canta il cantante, l’altra metà la gorgheggia lui, dopo avergli strappato il microfono dalle labbra. Seconda band. Idem. Glielo lasciano fare. Sono ragazzini del posto, quel povero matto è il loro eroe.
Non altrettanto i Dick Lauren is Dead. Con la loro media di trent’anni e capacità musicali un pelino al di sopra della media del luogo, sono tipetti che si seccano. Alla prima smarronata di P., il chitarrista/cantante MC si sfila la chitarra e molto educatamente scende dal palco. Impagabile il batterista LM che insorge nel pregevolissimo “Ditegli che si allontani dalle gònadi!”; in breve tempo P. si risente moltissimo e sembra volersi a sua volta allontanare dal palco. Ma la sua assenza è destinata a durare pochissimo. Tornerà più volte, per non far mancare la sua molesta presenza ai simpatici e sempre più seccati musicanti.
La degna conclusione? Decidiamo con l’amico manub di darcela a gambe prima che la situazione degeneri. Naturalmente, la situazione degenera ben prima che si riesca a filarcela. Il tempo di tornare alla macchina e notare che è stata abilmente incastrata da ben due altre vetture, con ovvia necessità di tornare inside a chiedere – cortesemente – se qualcuno ce la sposta, che il buon P. diventa molto meno buono e viene alle minacce di fatto (esistono? esistono.) con un tipo che passava di lì per caso, il quale viene debitamente minacciato di coltellate varie e messo al corrente di supposte amicizie pericolose di cui il P. medesimo può usufruire. Neanche il tempo di capire se la situazione tende al peggio, che me la filo a spron battuto verso l’auto e verso un cornettonotte che si rivelerà, manco a dirlo, chiuso.
Conclusione: voto 7+ al rifacimento del Guazza (Gwazzah, ormai); voto 6,5 alle band, con picco di 8- ai DLID; voto 10+ alla pazzia che sempre più governa il nostro agire pubblico.
Emanuele 13:21 on 29 novembre 2009 Permalink
QFT.
Che serata!!!
Rombrother 14:01 on 29 novembre 2009 Permalink
Ti amo fratello. Non potevi scrivere nulla di più magnifico. Due piccoli appunti:
1- LAURENT non LAUREN
2- La dizione corretta sarebbe “Qualcuno lo defili dalle gònadi”.
Per il resto, è la recensione dei miei sogni.
Gabriele 16:09 on 29 novembre 2009 Permalink
Lucianino, mi ha tratto in inganno la vs. pronunzia. Se scrivi Laurent, dici Lòren, ma se pronunci Loràn mi sento autorizzato a storpiarvi in Lauren. Ribadisco la mia ode di giubilo per la tua insofferenza espressa in cotal guisa. Hai fatto il mio stesso liceo e si vede.
Romac Levac 13:42 on 30 novembre 2009 Permalink
Media di 26,75 anni per i DLID; tutta colpa di nonno Kranyo eheh.Non credo che i croon siano 18enni. Serata da ricordare (per fortuna mia, nonostante le occhiatacce di mr P.) e da dimenticare.