Isa has got issues
Isa, capiamoci. Io ti volevo bene. Davvero. Da Fluo a Luminal, a Zoo. Davvero pensavo che tu fossi una delle novità più graffianti della letteratura italiana. Lo pensavo sul serio. Forse ero giovane, forse troppo inesperto. Ma mi piaceva moltissimo quella tua prosa ondivaga e lisergica. Ora apprendo della prossima uscita di un altro tuo libro. Che non comprerò. Mi dispiace da morire, guarda. Ma non posso comprarlo.
Il motivo? Mi chiedi anche il motivo. Che sciocchina, che sei, Isa.
Ricordi quel ragazzotto impettito ed emozionato in prima fila da Melbook, quando presentasti quel tuo (orribile, terribile, malscritto e inutilmente e banalmente perverso) VM18, pubblicato – ovviamente – da Fazi, che pur di conquistarsi i suoi adolescenti emo farebbe qualunque cosa; ricordi, dicevo, quel ragazzotto disposto a comprare e leggere quel tuo libro che già ogni recensione aveva dato per spacciato? Ecco, io c’ero. Ero io quel ragazzotto. E tu, tu cosa facesti? Questo:
Il che, figurati, potevo anche tollerarlo. Ma quando, però, mi accorsi che il tuo pubblico era questo:
Beh, lì ho capito che qualcosa non andava. Mi son sentito fuori posto. Tragicamente fuori posto. E ho rinunciato a te, ai tuoi libri, alle tue novità editoriali. Stammi bene coi tuoi nuovi amici. Io, io sì, ti ho voluto bene per quel che scrivevi e non per l’immagine di te che hai voluto assumere. Ave atque Vale, bella Isa.


Luciano 22:04 on 26 febbraio 2010 Permalink
Ahahahahahahahahahahhaha…Ti amo, come sempre